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15 set 2009

Novità dal Canneggiatore

Inserito da Linda

(foto Jerry Pieri)

A distanza di qualche settimana dall’ultima uscita, siamo tornati al Canneggiatore a dare una mano agli amici del G.S.A.L..
Oltre a noi erano presenti anche il GS Lucchese, Lunense e Maremmano e il numero di persone disponibili ci ha permesso di dividerci in due gruppi ed effettuare finalmente le prove ARVA per avere un quadro più chiaro della situazione. Di seguito il resoconto delle due giornate scritto da Jerry.


Di Jerry Pieri

Come promesso, il 22 e 23 Agosto siamo tornati al Canneggiatore. Questa volta, in compagnia dell’immancabile Gruppo Speleologico Archeologico Livornese c’erano alcuni importanti personaggi del lucchese, lunense e maremmano, senza i quali non sarebbe stato possibile ottenere i seguenti risultati.
Il primo giorno Linda e Lucia si sono subito addentrate nelle viscere del monte Cavallo, per arrivare puntuali all’appuntamento serale nel punto dove si presumeva sarebbero state più vicine all’esterno, (dove erano arrivati gli ultimi scavi) per poi stabilire un contatto radio, sempre che lo spessore e la composizione del terreno ce lo permettessero; a quel punto sarebbe entrato in azione il nostro “amico” ARVA.
Dopo un intero pomeriggio di estrazione non troppo appagante per l’ostilità della roccia a farsi asportare, ci accorgiamo che forse, dietro al monte Pisanino, c’è una festa con spettacolo pirotecnico. Magari; ci rendiamo conto che è un temporale sull’Appennino visto che dura moltissimo e non si sentono tuoni. Ma dopo un po’ l’ansia da tempesta perfetta scompare, cancellata dal suono del walkie-talkie che ci avverte che il contatto radio con l’interno è stabilito. Possiamo comunicare con le nostre eroine e fare tutte le prove ARVA che vogliamo.
Il risultato è stato che ci sono appena 6 metri di materiale tra l’esterno e l’interno, ma non nel punto dove abbiamo scavato, bensì molto vicino, dove all’indomani abbiamo saggiato un po’ il terreno; dulcis in fundo, all’interno è stato visto (molto da vicino) un ghiro, a testimoniare il fatto che in quel luogo un seppur piccolo collegamento esiste già, vista l’impossibilità da parte dell’animale di sopravvivere in ambiente ipogeo.

Il secondo giorno, aspettando il faticoso ritorno delle nostre speleogirls, ci siamo dati da fare per progredire in entrambi i posti: nella condotta dove è stato scavato per una quindicina di metri e nel nuovo buchettino molto vicino all’interno, mentre già qualcuno pianificava il da farsi per l’uscita successiva.
Infine i lavori si sono interrotti in malo modo, infatti il tanto temuto temporale estivo è arrivato, tenendoci un’oretta sotto al “tendone” montato per proteggerci dal sole. Appena la pioggia ha cessato di cadere abbiamo smontato tutto e ci siamo incamminati verso le macchine, dove abbiamo aspettato Lucia e Linda per congratularci con loro per l’eroica impresa, e fantasticare insieme sulle future possibilità esplorative.
Ciao ciao e… buona grotta a tutti.

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19 Commenti a “Novità dal Canneggiatore”

  1. Ho letto tutto, bello e complimenti, ma vorrei fare una provocazione e se ho letto o capito male chiedo scusa in anticipo; la precisazione è questa: io vorrei fare una netta distinzione fra trovare un nuovo ingresso di una grotta già esistente (o addirittura una nuova grotta) e “creare” (scavare) un nuovo ingresso di una grotta…

     

    Giovanni

  2. Bà!…ogni tanto un commento serio! Ma la tua è una domanda o un’affermazione?

     

    PAOLO

  3. Serio…uhh, dipende; comunque a me pareva chiara la distinzione che io intendo: una fessura è il sesso mentre una apertura è una ferita!

     

    Giovanni

  4. visto che sei malato…un’ingresso posteriore cos’è?

     

    andrea

  5. Te la ferita l’hai nel capo…e anche la fessura…

     

    PAOLO

  6. Forse ha pure l’ingresso posteriore…

     

    PAOLO

  7. …mi dispiace, PER ORA NON AVETE DETTO NULLA, come nella pubblicità dove quella signora va ad acquistare il prosciutto crudo…
    la provocazione/precisazione è sempre in essere e vorrei degli speleologi…. veri!

     

    Giovanni

  8. Te lo sei…

     

    andrea

  9. Questa è solo una prova per vedere se ritorna l’icona…

     

    Giovanni

  10. caro giovanni, a questo punto che ci hai dato una delle tue lezioni morali ti chiedo un favore: potresti spiegare la tua mentalità anche al gruppo speleologico garfagnino riguardo a Chimera? mi farebbe tanto tanto piacere. più che altro quando mi racconti come ti hanno trattato. hi hi hi…

     

    jerry

  11. Premesso che io non conosco “Chimera” e cosa vi sia successo, non è che io spiego a questo o a quello e a quell’altro invece no!
    Quella che tu definisci mentalità, può andar bene anche se io la chiamo volgarmente cultura, è scritta qui sopra e la può leggere chiunque con tanto di nome; tu piuttosto consiglia loro il nostro sito, così la potranno leggere anche loro…

     

    Giovanni

  12. …tu piuttosto, invcece di limitarti ad informarmi di ipotetiche minacce, perchè non tiri fuori le “bocce” ed esprimi la tua di mentalità in proposito?

     

    Giovanni

  13. Caro Giovanni, sono malintesi.
    Ma come nascono?
    Nascono dal fatto che in grotta non ci vai e le grotte non le conosci anche se te credi di si, e credi di capire il perchè di certe scelte.
    Semplicemente il Canneggiatore è una cavità ancora da finire di esplorare e il punto più lontano dall’ingresso è a circa sei ore forse più..ma cosa sono sei ore? E infatti sono poche, ma si tratta di una cavità disagevole dove non ti rilassi mai, sei sempre nello stretto,non assumi mai posizione eretta, è fangosa,la roccia è brutta e ti rimane in mano…ne ha di tutte.
    Ma non basta, ospita un sifone ad un certo punto della grotta che si innesca con facilità e questo limita le esplorazioni a due o tre all’anno in piena estate.
    Aprire questo ingresso vuol dire dare il via a nuove esplorazioni. (c’è anche la possibilità di una giunzione con una cavità non lontana)
    Lo speleologo non deve esplorare?
    Non deve fare questo?
    Se per farlo deve aprire un’ingresso di per sè già aperto perchè Linda e Lucia a tre metri dall’esterno si sono trovate di fronte un ghiro.
    Testimonianza che esiste già un buchetto da dove è passato.
    Certo,va allargato e io sono d’accordo.
    Per giunta, anzi direi per fortuna in questa grotta c’è aria e come ben sai le grotte con una certa energia si riequillibrano da sole anche se aprendo un’ingresso momentaneamente crei uno squilibrio.
    Anche solo entrare nelle grotte creiamo squilibri, anche quando vai a fare una giratina o la speleogita, ma lì siamo impegnati a fare i professori e questi moralismi non ci assalgono..
    Cerco di fare meno danni che si può e cerco di insegnarlo, poi ognuno di noi ha una coscienza.
    Credo si tratti più di un malinteso che di mentalità, ma se volevi sapere a che mentalità appartenessi ora lo sai.

     

    andrea

  14. Ti do atto che sei stato alquanto corretto ed onesto, ma non del tutto…

     

    Giovanni

  15. Io vado a rivedere il bidone vicino alla Piera…non si sa mai!

     

    PAOLO

  16. Mi sono scordato di precisare che tutte le informazioni sul Canneggiatore le ho prese dai racconti di Linda,io non ci sono mai stato.

     

    andrea

  17. CIAO RAGAZZI …………. ORA VI BRONTOLO UN PO’………. VI TIRO GLI ORECCHI …………….. AVETE FATTO 16 E DICO 16………. COMMENTI SUL CANNEGGIATORE ,SOLTANTO PER RIDERE :::::::::::::: SPEROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO VEROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!UN GRANDE BACIO OMBRETTA

     

    ombretta

  18. Ombretta ti ringrazio perchè sei molto molto cara, il mio voleva essere ed è un sasso tirato nello stagno, mentre io ed Andrea siamo vaccinati: reciprocamente non può succederci nulla! Perciò stai tranquilla e butta via i tuoi dubbi (nello stagno).

     

    Giovanni

  19. Oggi vi voglio raccontare una storia, una storia vera, una storia per molti ma non per tutti, solo per chi la sappia leggere…
    In un piccolo paese di montagna del centro Italia, molti anni fa, vivevano insieme ai loro concittadini, due personaggi un po’ speciali, comunque del tutto diversi l’uno dall’altro:
    il primo un conte, un vero conte di sangue blu, il termine ‘conte’ risultava talmente esplicito da rendere
    da rendere inutile l’uso del nome, un signor conte, viveva nel suo austero palazzotto, benestante, distinto, riservato, di cultura, irreprensibile, insomma un uomo del quale nessuno avrebbe mai avuto alcunché da ridire.
    Il secondo un uomo, le cui vere generalità sono ormai da tempo dimenticate, ma da tutti conosciuto come Tarfi’, di umilissime origini, di poca cultura, di scarsissimi mezzi, talvolta ubriaco.
    Ebbene, entrambi sono passati alla storia di quel paese e non solo di quello, perché, sia mentre erano ancora in vita che tutt’oggi, anche se di anni ne sono passati veramente tanti, per fare un paragone appropriato, riferendosi ad essi, si dice:
    “….è cascato il conte”, “non è possibile, deve essersi trattato di una disgrazia!”
    “….è cascato Tarfì’”, “per forza, era sicuramente ubriaco!”
    Saluti.

     

    Giovanni

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