10 mar 2010
In cerca di nuovi ingressi sulle Alpi Apuane
Di Matteo Ferri
Foto Matteo Ferri, Iacopo Guazzini
Finito il corso di speologia sono state organizzate svariate uscite tra cui una mirata all’individuazione di nuove cavità ipogee.
Quello che andrete a leggere è un piccolo resoconto della giornata del 14 Febbraio e della successiva domenica.
Durante la prima giornata sono stati ispezionati una miriade di buchi tutti senza riscontrare presenza di aria ma prossimi alla resa, sono state individuate con grande entusiasmo, due fenditure giudicate “interessanti”.
Dopo aver segnato la loro posizione con il gps, sono state subito battezzate (dice sia di buon auspicio!): Crisalidi e D.S.
Così il piccolo gruppo di neo-speleologi, Ketty, Cristina ed il sottoscritto, guidati da Andrea tornavano verso la macchina a fantasticare sui futuri sviluppi.
La settimana scivolava su un ondata di strana euforia e speranze. I due buchi aspettavano solo le nostre piccozze!
Il venerdì in sezione è trascorso organizzando l’uscita per la domenica del 21.02.
Come di consueto il punto di ritrovo è stato fissato in piazza XX Settembre a Fucecchio. Il gruppo era cosi formato: Andrea e Asia, Sandro, Cristina, Fabrizio e Iacopo. Ad Altopascio ci siamo ritrovati con Annamaria ed Alessandro Verri.
Le condizioni atmosferiche facevano ben sperare.
Arrivati sul posto, zaini in spalla ci siamo diretti nei pressi dei buchi dove abbiamo allestito una sorta di campo base.
Ci siamo divisi in due gruppi.
Andrea insieme a Cristina ed Annamaria si sono adoperati per l’esplorazione del buco nominato D.S. quello che presentava meno noie per entrare.
Dopo un primo approccio era stato appurato l’esistenza di un ambiente da dove proveniva aria da una piccola strettoia. Con buona costanza di Annamaria e Cristina questa strettoia è stata allargata in maniera quasi “chirurgica”.
Mentre insieme a Sandro, Iacopo e Fabrizio, armati di piccozze e tanta volontà abbiamo iniziato la disostruzione di Crisalidi in quanto l’ingresso non era per niente agevole.
Le operazioni di scavo e rimozione dei pietroni si sono protratte per molto tempo. Arresi alla fame, ci siamo fermati per una meritata pausa pranzo.
Tutti insieme abbiamo fatto il punto della situazione per constatare l’effettive potenzialità dei due buchi.
Crisalidi presentava, oltre ad una entrata ostica, un rischio riguardante la stablità di un masso. Prima di osare abbiamo appurato tale ipotesi. Il sasso dopo alcune sollecitazioni è franato, ostruendo l’ingresso.
La nostra attenzione si è quindi rivolta a D.S.
Tuttavia, il gruppo rimasto orfano dell’entrata si era mobilitato per un altra piccola perlustrazione, forse più per ammirare il suggestivo paesaggio che ci circondava.

La camminata, tra questi grandi massi che emergevano dal terreno simili ad antiche bestie sopite, ha portato alla scoperta di altre tre papabili aperture: il Meandro delle radici, la Tana del cighiale e la buca di S.O.M. Una grande apertura nella terra fa da ingresso a questo mondo sotterraneo denominato a ragione il Meandro delle radici.
Come si capisce dal nome si tratta di un meandro che si sviluppa per molti metri. Appena entrati scendiamo su una sorta di terrazzo che si affaccia su questa ansa. Fatto un piccolo salto possiamo camminare in maniera agevole. Dal “soffitto” cadono le radici degli alberi soprastanti è un immagine quasi fiabesca. Come scritto sopra, il tutto si sviluppa per molti metri ma abbiamo deciso di proseguire l’esplorazione in un secondo momento.
Mentre uscivamo, abbiamo notato che sotto il terrazzino c’era la tana di un animale. La povera bestiola giaceva morta su di un letto di foglie e pietre.
Dalla “Tana del cinghiale” usciva molta aria ma una volta riunito il gruppo è stato deciso di concentrare il tempo rimanente per ispezionare la buca di S.O.M.
La ragione era banale, l’ingresso si prestava molto bene ad essere armato e quindi ad essere disceso.
Ancora una volta troviamo in prima linea Annamaria e Cristina. In men che non si dica le due neofite erano già sparite all’interno del buco.
Fra tutti, la buca di S.O.M si è rilevata quella più interessante.
L’ingresso della buca di S.O.M. è abbastanza agibile con una profondità di circa 4 metri dove si apre un laminatoio di circa 3 metri in orizzontale e per 5 metri in verticale. Confidiamo per il proseguimento di questa cavità in una fessura posta sulla sinistra da dove viene tanta aria.
Due giornate senz’altro piene di emozioni e piccole ma grandi soddisfazioni.
TO BE CONTINUED…..





















VERAMENTE BELLO ,E BEN RACCONTATO … SEMBRAVA DI ESSERCI . . A PARTE ANDREA , IO NON CONOSCO NESSUN ALTRO , PERO DONNE COMPLIMENTI , SIETE VERAMENTE CORAGGIOSE … PERO’ IL CANE E’ QUELLO CHE GLI STAVA MEGLIO IL CASCO …. UN BACIO OMBRETTA
ombretta susini
marzo 10th, 2010 al 23:08permalink
Ciao Ombretta, ora non conosci solo Andrea ma anche il suo cane..Luna…e mia figlia Asia.
andrea
marzo 11th, 2010 al 13:55permalink